Giù le mani da Bologna
Nelle ultime settimane è diventato evidente che la destra di governo ha scelto Bologna come uno dei terreni principali dello scontro nazionale. Attaccando prima il Comune e poi l’Università, sta costruendo una rappresentazione della città artificiosa e distante dalla realtà, funzionale probabilmente a una campagna elettorale verso il 2027, già di fatto iniziata.
La narrazione di una Bologna debole, in crisi, violenta e ingovernabile non è un errore: è una costruzione politica pensata per colpire un modello che la destra non controlla e non sa imitare. Bologna è diventata nel corso di pochi anni un centro di attrazione per imprese, professioni qualificate, turismo, realtà culturali e tecnologiche; ha scelto di investire nella transizione ecologica, nella mobilità sostenibile, nella cura dello spazio pubblico, nel rafforzamento dei servizi.
Gli attacchi al Comune mirano a scalfire un’esperienza amministrativa solida, capace di garantire servizi e una visione di lungo periodo. Quelli all’Università colpiscono il cuore della produzione di sapere, dell’autonomia dell’istruzione accademica, dell’esercizio quotidiano di apertura culturale e cooperazione internazionale, tentando di controllare e ridurre a una caricatura un’istituzione che dà prestigio alla città e al Paese e che è osservata con apprezzamento in tutto il mondo.
La destra cerca così di coprire i propri fallimenti su tanti temi, dalla sicurezza alla casa, dalla scuola alla sanità, e di trovare un avversario simbolico. Bologna diventa il bersaglio ideale: la città che non si piega, che mantiene una tradizione democratica e una coesione sociale rare. La nostra risposta deve essere politica, non difensiva; non possiamo lasciare che la destra riscriva l’immagine di Bologna in funzione della propria propaganda.
Enrico Di Stasi
Segretario provinciale Pd Bologna


