
Fermare la guerra e restituire umanità alla politica
In questi giorni, dal cuore del Mediterraneo alle piazze delle nostre città, si leva un unico appello: fermare la guerra e restituire umanità alla politica. L’europarlamentare Annalisa Corrado è appena tornata dalla missione della Sumud Flottilla: un gesto civile, umanitario che ha incontrato la durezza della forza. Ha raccontato di essere stata trattata in modo disumano, di aver avuto paura, ma anche di essere pronta a risalire su quella barca. Perché quella barca era un simbolo: la fedeltà ai valori della nostra Costituzione, alla pace, alla solidarietà, alla dignità umana.
Accanto a lei c’era anche Yassine Lafram, che ha spiegato con lucidità e dolore ciò che ha vissuto in prima persona per portare un messaggio di pace non delle armi. Un’affermazione semplice e potente, che racchiude il coraggio di chi sceglie la nonviolenza anche quando costa caro. Aspettiamo che rientrino sani e salvi anche tutti gli altri attivisti. E da Bologna, città che non dimentica la propria storia di libertà e di resistenza, arriva un segno concreto di speranza.
Il sindaco Matteo Lepore ha lanciato un appello a portare ad Assisi le scuole e i giovani, per costruire insieme un cammino di pace. In piazza, venerdì scorso, allo sciopero generale c’era un bolognese su quattro: una città che partecipa, che si impegna, che non si volta dall’altra parte. Oggi, a Marzabotto, nel giorno della memoria dell’eccidio nazi-fascista, quelle parole risuonano ancora più forti. La pace non si invoca soltanto: si costruisce, si educa, si pratica. Ogni giorno, con le persone, con le scuole, con le associazioni, con le istituzioni.
Da Bologna ad Assisi, da Gaza a Marzabotto, da ogni luogo di dolore può nascere una nuova speranza. Sta a noi tenerla accesa, con la forza delle idee, con il coraggio delle scelte, con la luce dell’umanità.
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