
Bologna piange Nadia Khaidar vittima di femminicidio dopo 3 mesi di agonia
Nadia Khaidar è morta oggi, a Bologna, dopo tre mesi di agonia in ospedale, a seguito della brutale aggressione dell’ex compagno. L’ennesima vittima di femminicidio che segue di pochi giorni l’uccisione efferata di Pamela Genini, a Milano, la cui morte sta aprendo interrogativi sul corretto funzionamento del codice rosso che sembra non aver funzionato pienamente.
La formazione istituzionale e multilivello di chi si occupa di donne vittime di violenza (che sia personale sanitario, forze dell’ordine, tribunali) è fondamentale nel contrasto alla violenza di genere. Il femminicidio di Pamela Genini ne è la dimostrazione. I femminicidi sono la punta dell’iceberg di un sistema strutturale di violenza che permane nella nostra società nonostante i passi in avanti dal punto di vista legislativo. La violenza di genere sembra non arrestarsi, anzi. Rispetto agli altri reati il numero di femminicidi continua, purtroppo, a crescere. Come politica e come istituzioni abbiamo il dovere di agire e mettere in campo tutte le azioni possibili che affrontino anche il cambiamento profondo e necessario nella nostra società, non solo dal punto di vista legislativo.
Crediamo quindi sia certamente necessario partire dall’educazione sessuale e affettiva in tutte le scuole di ordine e grado, con il compito di supportare nell’educazione delle giovani generazioni le famiglie e le reti famigliari. Ogni euro investito per sostenere progetti educativi ed istituzionali di contrasto alla violenza di genere, a supporto del lavoro dei centri antiviolenza e per uomini maltrattanti, è un investimento per una società futura più giusta, più equa e in cui salvare la vita a una donna. Come Partito Democratico di Bologna ci stringiamo attorno alla famiglia di Nadia e siamo accanto oggi e sempre a tutte le donne che combattono contro la violenza.
ultime news
Potrebbe interessarti anche
Non è stato trovato nulla.


