
Caro Ministro Nordio: Gelli e la P2 non dicevano cose giuste
La storia della nostra città, segnata dalla strage del 2 agosto 1980, ci ricorda che accanto agli esecutori materiali si mossero reti opache di protezione e depistaggio, tra cui la loggia P2 guidata da Licio Gelli. È un fatto accertato dalla magistratura che Gelli e uomini a lui vicini non furono estranei a quel contesto: non come autori della bomba, ma come protagonisti del depistaggio orchestrato per allontanare la verità e impedire la giustizia.
Per questo non possiamo accettare alcuna forma di minimizzazione o riabilitazione indiretta di ciò che la P2 ha rappresentato: un sistema di potere occulto che ha tentato di interferire con la democrazia, di condizionare la magistratura e di deviare le indagini su una delle più gravi stragi italiane. Nessuna riforma della giustizia può fondarsi sull’evocazione compiaciuta della P2.
In questo quadro, il PD di Bologna considera gravissime le dichiarazioni del Ministro della Giustizia secondo cui Licio Gelli “diceva cose giuste” sulle carriere separate. Nessun rappresentante del Governo può permettersi normalizzazioni, ammiccamenti o legittimazioni, anche indirette, verso una figura che ha incarnato una delle trame più oscure della nostra Repubblica e che ha contribuito ai depistaggi sulla strage di Bologna.
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