
Il Partito Democratico ha partecipato alla manifestazione regionale promossa dai sindacati contro il commissariamento della Regione Emilia-Romagna sul dimensionamento scolastico
Bologna c’era, e con convinzione. Il Partito Democratico ha partecipato alla manifestazione regionale promossa dai sindacati contro il commissariamento della Regione Emilia-Romagna sul dimensionamento scolastico, perché riteneva importante esserci. Una mobilitazione riuscita e partecipata.
Come Partito Democratico di Bologna riteniamo la scelta del Governo di procedere con il dimensionamento nella nostra regione profondamente sbagliata. Non si tratta, come il governo vorrebbe far credere, di una semplice riorganizzazione amministrativa. Il dimensionamento, così come imposto, punta a creare istituti sempre più grandi, con bacini molto estesi, svuotando progressivamente la funzione pedagogica di dirigenti e personale scolastico, sempre più assorbiti dalla gestione burocratica.
L’Emilia-Romagna, è bene ricordarlo, è già oltre i parametri nazionali fissati dal Governo per numero di studenti per autonomia scolastica. Nonostante questo, viene imposto dal governo un ulteriore taglio che non nasce da inefficienze reali, ma da una redistribuzione numerica decisa a livello centrale, senza un confronto vero con i territori, senza guardare alle singole specificità. Anche nel nostro territorio metropolitano stanno emergendo ipotesi di accorpamento che coinvolgono diversi Comuni. Non sono ancora decisioni definitive, ed è anche questa incertezza a preoccuparci, perché rischiano di essere colpiti proprio i contesti più fragili e che avrebbero bisogno di maggiore supporto.
Per questo, come hanno già fatto le organizzazioni sindacali, il Coordinamento dei presidi dei consigli di istituto, l’Uncem e tanti altri attori che tengono vive le nostre comunità scolastiche, ci uniamo alla richiesta di fermare il processo così com’è impostato e di aprire un confronto serio e trasparente con i territori. La scuola pubblica è e deve restare un presidio educativo e di comunità. Difendere l’autonomia scolastica e una rete educativa di prossimità significa difendere il diritto allo studio e una certa idea di futuro per le nuove generazioni.
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