Il Partito Democratico di Bologna partecipa alla manifestazione per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Oggi il Pd di Bologna parteciperà alle 18 alla manifestazione chiamata da Non una di meno, per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, partendo da piazza VIII Agosto. Al corteo sarà presente il segretario del Pd provinciale di Bologna, Enrico Di Stasi. Ecco le sue parole:

«Ho deciso di partecipare, nonostante il Pd sia rappresentato in manifestazione già da tantissimi membri della federazione e iscritti, per due motivi fondamentali: il primo è che è importantissimo esserci per continuare a opporsi con forza alla violenza sulle donne, al patriarcato e a tutte le disuguaglianze e discriminazioni di genere, non ultima quella economica e salariale. Il secondo motivo della mia presenza è che bisogna invertire la percezione che questo tipo di manifestazioni siano un’iniziativa per le istanze delle donne e a cui partecipano le donne. Eliminare la violenza sulle donne è una priorità di tutta la società e di qualsiasi comunità voglia dirsi civile e proprio gli uomini devono farsi promotori e protagonisti di un cambiamento culturale necessario e urgente. Perciò invito tutti gli uomini che hanno caro questo obiettivo, in primis gli iscritti al Pd, a partecipare».

Alla manifestazione saranno presenti molti altri membri del Pd, tra cui Giulia Bernagozzi, Portavoce delle Democratiche e le consigliere comunali Mery de Martino e Roberta Toschi.

«A Bologna sono già stati attivati 1.131 codici rossi e i centri antiviolenza del nostro territorio, ci segnalano un aumento di accessi, anche per quest’anno, con una preoccupante percentuale di donne nella fascia d’età più giovane”, sottolineano il segretario del Pd di Bologna Enrico Di Stasi e Giulia Bernagozzi, portavoce delle Democratiche».

«Da Bologna continuiamo a ribadire la necessità di contrastare il fenomeno strutturale della violenza di genere, attraverso tutti gli strumenti possibili: legislativi, economici, culturali e educativi. Per questo, proprio oggi, ribadiamo lo sconcerto per le parole espresse dai ministri Carlo Nordio ed Eugenia Roccella ed è un fatto politico grave usare parole irricevibili».


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