Manovra del governo Meloni: un’Italia che paga, un Paese che non cresce


La proposta del governo Meloni è una manovra senza futuro perché prevede: un’Italia che paga, un Paese che non cresce. Per far tornare i conti, taglia fondi ai Comuni, riducendo servizi e investimenti sul territorio. Più che far ripartire l’Italia, sembra metterle il freno.

1. Pressione fiscale e costo della vita

Il Governo parla di “taglio delle tasse”, ma la realtà è un’altra: la pressione fiscale è al livello massimo degli ultimi dieci anni, il costo della vita cresce, i salari restano fermi e i servizi pubblici peggiorano. Nessuna misura vera per ridurre le bollette, sostenere gli affitti o abbassare i prezzi.

Dati e fatti:

  • Pressione fiscale: dal 41,7% (2022) al 42,8% (2025), il livello più alto dal 2015.
  • Inflazione: i prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 24,9% da ottobre 2021 a ottobre 2025.
  • Fondo sanitario nazionale: è diminuito dal 6,3% PIL (2022) al 6,0% (2025).

Cosa propone il PD: una riforma fiscale equa: meno tasse sul lavoro e sulle imprese che investono, più giustizia per chi paga sempre, stop al drenaggio fiscale IRPEF. Più risorse per salute e sanità, casa, scuola, trasporti.

2. Nessuna strategia per lo sviluppo

Il governo non ha una politica industriale. I settori in crisi – automotive, siderurgia, chimica di base – sono abbandonati al loro destino. Nessuna spinta sugli investimenti in digitale, energie rinnovabili, formazione tecnica. Le imprese restano sole tra burocrazia, incertezze fiscali e costi dell’energia elevatissimi.

Dati e fatti:

  • Solo l’1,4% del PIL in ricerca e sviluppo (media UE: 2,2%).
  • Politiche industriali: taglio del 75% delle risorse nel bilancio dello Stato tra il 2025 e il 2028.
  • Nessuna misura per startup, green economy e filiere strategiche. Nessuna misura per tagliare i costi dell’energia.

Cosa propone il PD: investimenti comuni per un grande piano industriale europeo. Un fondo nazionale per la transizione ecologica e digitale delle imprese. Taglio dei costi dell’energia disaccoppiando il prezzo dell’elettricità da quello del gas.

3. Sanità pubblica sotto attacco

Il Governo parla di sanità, ma nei fatti taglia. Meno fondi, meno personale, meno servizi. Così cresce la sanità privata e chi non può pagare resta indietro.

Dati e fatti:

  • Fondo sanitario nazionale (% PIL): dal 6,3% (2022) al 6,0% (2025) al 5,9% (2028). È il livello più basso dal 2004.
  • Gli italiani che rinunciano a curarsi per tempi d’attesa o costi sono aumentati da 4,1 milioni (2022) a 5,8 milioni (2024).
  • Emilia-Romagna penalizzata dai nuovi criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale.

Cosa propone il PD: rilanciare la sanità pubblica, investire su medici e infermieri, ridurre le liste d’attesa, garantire cure per tutti. Assunzioni vere, non la sola sostituzione di chi va in pensione.

4. Nessuna politica per il lavoro

La manovra non affronta le vere emergenze: salari bassi, precarietà, contratti bloccati. La detassazione dei “premi di produttività” non basta: servono politiche industriali e contrattuali serie.

Dati e fatti:

  • Il 50% dei giovani tra 25 e 34 anni ha un contratto precario o a termine.
  • Gli stipendi italiani in termini reali nel primo trimestre 2025 erano più bassi del 7,5% rispetto al primo trimestre 2021.
  • No al salario minimo. Nessun piano per il lavoro femminile o per l’occupazione nel Mezzogiorno.

Cosa propone il PD: una legge per rafforzare la contrattazione collettiva e introdurre il salario minimo. Misure per ridurre la precarietà e accelerare il rinnovo dei contratti collettivi nazionali.

5. Nessuna idea per il futuro, nessuna scelta di campo

Questa manovra di bilancio non costruisce nessuna strategia per il futuro, si limita a navigare a vista. Nessuna riforma per la scuola, nessun piano per i giovani, nessuna strategia industriale, nessuna vera semplificazione. I comuni abbandonati, tagli alle risorse per i servizi e gli investimenti. Solo annunci, mance e tanta propaganda.

Dati e fatti:

  • L’Italia fanalino di coda nell’Unione europea per la crescita del PIL.
  • Debito pubblico: continuerà ad aumentare fino al 2027.
  • Nessuna misura strutturale di semplificazione.

Cosa propone il PD: una visione di Paese fondata sulla qualità del lavoro, la conoscenza, la sostenibilità ambientale e i diritti. Un’Italia moderna, europea, solidale.


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