Direzione del 7 Maggio

Relazione del Segretario 

Buonasera a tutte e a tutti,

Grazie per essere presenti alla nostra Direzione provinciale che si svolge in un giorno molto particolare per il nostro Paese. Immagino che ciascuno di voi sia informato sull’evoluzione della situazione nazionale, rispetto al nuovo giro di consultazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.


Assistiamo ormai da due mesi ad un balletto irresponsabile delle forze politiche che hanno ottenuto il consenso più alto alle Elezioni politiche del 4 marzo. Abbiamo assistito al gioco dei forni contrapposti, alle trattative che si aprivano e si chiudevano nell’arco di una giornata, siamo arrivati ad oggi a 64 giorni di distanza dal voto delle elezioni con una situazione che sta precipitando e con una fortissima irresponsabilità da parte di forze politiche che non hanno raccolto e non stanno raccogliendo
l‘invito e l’appello del Presidente Mattarella.

Ritengo positiva la posizione della delegazione del Partito Democratico , Posizione di sostegno all’azione del Presidente della Repubblica. Credo che sia una dimostrazione di responsabilità, il modo migliore per dimostrare che il Partito Democratico mette l’interesse del Paese davanti ad ogni questione. Purtroppo le risposte arrivate anche subito dopo le dichiarazioni del Presidente della Repubblica dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord vanno invece in una direzione opposta. Hanno già manifestato contrarietà alle riflessioni del Presidente della Repubblica e hanno ribadito la loro volontà di andare al voto nel mese di luglio. Fa un po’ sorridere immaginare o leggere autorevoli, o presunti tali esponenti, di forze politiche che fino a poche ore fa si candidavano a guidare il Governo del nostro Paese ignorare anche la base minima di dialettica repubblicana costituzionale perché a meno che, nel corso delle ultime ore il “sacro blog” non abbia cambiato le regole del gioco, non sono i leader di una forza politica a indicare la data delle elezioni, ma è una prerogativa del Presidente della Repubblica a cui credo si debba dare il massimo del sostegno possibile. Noi veniamo da una Direzione Nazionale, l’ultima della scorsa settimana, che è stata una Direzione dall’esito unitario, e anche questo era lo spirito del documento che ho firmato assieme agli altri parlamentari bolognesi: quello di provare a contribuire, da Bologna, ad un esito unitario di quella direzione. abbiamo deciso di firmare un documento che chiedeva non un finto unanimismo, perché di questo non abbiamo bisogno, non di mettere la polvere sotto al tappeto, perché serve invece un confronto franco, ma richiamare tutti alla necessità che il Partito in questa fase si dimostri all’altezza del proprio compito.

Ora bisognerà attendere l’evoluzione della situazione che non dipende da noi, il Partito si deve tenere pronto ad affrontare un’eventuale nuova scadenza elettorale se pur ravvicinata: non abbiamo paura del voto, il problema non riguarda i destini dei singoli dirigenti politici ma riguardano i destini di un Paese che rischia di ritornare al voto dopo pochissimi mesi con la medesima legge elettorale e con il rischio che dopo una nuova tornata elettorale si ripresenti la medesima situazione di stallo. A meno di non immaginare un esito completamente differente è un rischio a cui però il Movimento 5 Stelle, la Lega Nord e tutto il centro destra stanno esponendo il nostro Paese. Credo che anche se l’appuntamento elettorale sarà a breve scadenza, il Partito Democratico abbia la necessità di mettere in agenda alcune cose da fare, di mettere in agenda alcune parole d’ordine, di rilanciare il proprio profilo politico. Credo che si debbano creare le condizioni per un centro sinistra largo, unitario, più largo di quello che si è presentato alle elezioni politiche il 4 Marzo. Credo che si debbano mettere al centro della nostra agenda politica o eventualmente della campagna elettorale temi come il lavoro, la sicurezza, il contrasto alla povertà e disuguaglianza e credo che il Partito abbia bisogno di mettere in campo una visione di futuro. Certo la situazione è in divenire. Oggi rischiamo di darci delle traiettorie e delle prospettive che invece rischiano di essere smentite, negate, da quello che accadrà nelle prossime ore, da quello che accadrà nei prossimi giorni. Perché non sfuggirà a nessuno che uno scenario di voto a luglio è diverso da uno scenario di voto ad ottobre che è ancora diverso da quello auspicato dal Presidente della Repubblica cioè il cosiddetto “Governo di tregua” che possa traghettare il Paese fino a fine anno, immaginando un appuntamento elettorale nella prossima primavera. Credo che sarà importante ovviamente ed eventualmente riconvocare e riaggiornare la nostra Direzione, in base a quello che accadrà a Roma per poter ragionare tutti insieme e portare un contributo bolognese. E poi in questo contesto nazionale che chiaramente influisce sul nostro dibattito, sulle cose che faremo, c’è anche una discussione locale che negli ultimi giorni ha preso vigore. Noi siamo usciti da un Congresso ormai poco più di 6 mesi fa, da un congresso difficile, aspro a tratti brutto, ne siamo usciti con uno sforzo collettivo, su cui mi sono speso in prima persona, ma su cui credo ci sia stata l’azione collegiale di tutto il Partito democratico di Bologna: abbiamo lavorato sull’unità, l’unità che si è costruita a partire dall’Assemblea provinciale che ha riunito i delegati 4 giorni dopo la fine delle assise nei circoli, in cui abbiamo assunto le nostre decisioni all’unanimità. Sforzo unitario che è proseguito con la creazione di una Segreteria e Dipartimenti unitari che riconoscessero le differenze e le pluralità, non le rendessero elementi di debolezza, ma anzi, potessero metterle a valore. Io ora credo che su questa strada, sulla strada dell’unità che non significa falso unanimismo, sulla strada dell’unità, che non significa nascondere le differenze ma essere capaci di renderle un valore aggiunto del nostro partito, si debba proseguire. Io credo che l’unita che abbiamo faticosamente tutti insieme costruito non vada dispersa, e credo che compito di questa unità spetti soprattutto al Segretario, ma che comunque sia un qualcosa da costruire tutti insieme.

È di qualche giorno fa un documento firmato da alcuni segretari di circolo che segnalano un tema presente nel nostro Statuto. Lo dico con grande sincerità, ritengo che le modalità con cui quel documento è stato portato alla pubblica discussione siano modalità sbagliate. Perché se si tratta di discutere delle questioni interne al Partito, lo si deve fare nei luoghi deputati, ci sono dirigenti del PD, non solo territoriali, componenti della Direzione che hanno apposto la loro firma e avrebbero potuto porla all’attenzione degli organismi dirigenti. Anche perché ritengo che sia sempre un male, a prescindere dai contenuti, quando un Partito dà di sé l’immagine di una comunità che discute solo ed esclusivamente di sé stessa. Perché penso che qui abbiamo le qualità e le capacità per poter mettere la politica con la “P maiuscola” al centro della nostra azione. Quello è un documento che io rispetto, ne rispetto i firmatari, rispetto le considerazioni che in quel documento sono contenute. Le ho lette con attenzione come è doveroso per un Segretario di Federazione nel momento in cui si manifestano delle contrarietà o riflessioni non in linea con il proprio lavoro, prestando la dovuta e giusta attenzione alle considerazioni emerse da segretari di circolo e da iscritti del nostro Partito. Credo sia anche doveroso nei confronti di quelle persone che hanno ritenuto in maniera del tutto legittima di apporre la propria firma su quel documento di discuterlo, di raccogliere quegli stimoli, quelle riflessioni e raccogliere quei punti che lì sono stati individuati. E io credo che si possa e si debba fare. Ci sono delle riflessioni che possiamo sicuramente accogliere, costruendo ulteriori momenti di discussione, di confronto unitario e collegiale sulle questioni che lì sono elencate. Penso possa essere tranquillamente una pratica, che noi adottiamo, quella di far sì che il lavoro che si costruisce in questi momenti di confronto unitario, collettivo e collegiale possa poi essere consegnato alla Segreteria e alla Direzione per far vivere il dibattito nelle sedi che sono deputate. Noi abbiamo già convocato per venerdì 18 Maggio una Direzione del partito sul tema del bilancio consuntivo 2017 e preventivo 2018. Credo che non sia un problema accogliere una riflessione che porti ad un rinvio di quell’appuntamento per poter consentire un lavoro comune di analisi sulle questioni del nostro bilancio, sulle questioni della federazione, su come immaginare una sostenibilità futura del nostro partito a partire dal lavoro prezioso che sta facendo il nostro tesoriere Gianni Grazia.


Cosi come sicuramente, come avevo già manifestato pubblicamente (quindi vado incontro ad una cosa già detta) credo sia arrivato il momento di assumente come Federazione la risoluzione delle tensioni che attraversano il nostro gruppo in Consiglio Comunale. Tenendo insieme il necessario protagonismo politico dei ns consiglieri, che sono eletti dal popolo e in quanto tale giustamente esercitano la loro funzione, con la necessità che abbiamo di dare forza al lavoro della nostra Giunta comunale.

Noi abbiamo ottenuto, nelle elezioni comunali del 2016, un risultato che ci ha permesso di eleggere 21 consiglieri sui 22 della maggioranza. È evidente che non possiamo immaginare di vivere in una caserma; in una caserma in cui sensibilità diverse vengono messe a tacere, se ci diciamo in via Rivani che la diversità e pluralità sono ricchezza e su queste dobbiamo costruire l’unità questo vale anche in tutte le sedi in cui l’azione politica e amministrativa del ns partito trova una sua evoluzione. Penso che si debba e si possa trovare una soluzione per risolvere conflitti e per dare forza al lavoro che dobbiamo fare nella città di Bologna anche perché il peggiore esempio che potremmo dare alla città, e a tutto il territorio metropolitano, è quello di un Partito incapace di uscire dalla proprie dinamiche interne. Io capisco la preoccupazione che è stata manifestata da alcuni sul tema del doppio incarico, la capisco, credo che sia qualcosa da guardare con assoluto rispetto. Noi abbiamo davanti una serie di appuntamenti che saranno fondamentali per la sopravvivenza di un pensiero politico riformista e di centro sinistra nel ns paese e nei ns territori. Nell’arco di un anno e mezzo andremo incontro probabilmente alle elezioni politiche, sicuramente a quelle europee, amministrative (in 38 comuni della ns federazione) e regionali; appuntamenti su cui ci giochiamo il futuro del ns partito e del governo dei ns territori, degli assetti istituzionali, amministrativi della città metropolitana di Bologna.  Io credo che questa fase debba essere affrontata con una federazione stabile, capace di rafforzare l’unità, la condivisione e la responsabilità, e credo e chiedo alla Direzione di votare su questa mia relazione, chiedo un mandato pieno perché c’è bisogno di una continuità politica del lavoro del Segretario di Federazione. Perché sono temi che noi potremo affrontare se saremo uniti, che potremo affrontare in maniera dignitosa se saremo capaci di coniugare le ns diversità con la necessaria unità di cui dobbiamo farci carico tutti. Già nei giorni scorsi, da prima che uscisse il documento dei segretari di circolo, ho parlato e incontrato l’Assessore Aitini il quale mi ha manifestato la sua intenzione di dimettersi da Segretario Cittadino: Alberto ha deleghe molto delicate, difficili, impegnative, credo che stia facendo un ottimo lavoro, soprattutto sul versante della sicurezza, manifestando quel cambio di passo che più volte avevamo chiesto e che credo stia andando incontro alle esigenze dei nostri cittadini. Alberto mi ha parlato con molta franchezza, dicendo che non riesce a coniugare i due impegni; la caratteristica istituzionale del suo ruolo lo porta alla riflessione e alla volontà che mi ha comunicato: l’intenzione di dimettersi. Io, in un tempo congruo, ragionevole, ritengo che spetti al segretario di federazione avanzare una proposta per un nuovo segretario cittadino che possa essere votata in maniera unitaria e unanime dall’organismo deputato, che ne ha facoltà. Concludo dicendo una cosa, lanciando un appello a tutti noi.

Ho letto con molta attenzione l’intervista al Resto del Carlino di questa mattina di Benedetto Zacchiroli. Zac dice una cosa, aldilà dei contenuti, che riguarda la ns situazione interna e che a me è molto cara e che credo che ciascuno di noia avverta quotidianamente confrontandosi con le persone. Noi, TUTTI, quando io uso il plurale ritengo che la responsabilità sia innanzitutto mia, perché chi è segretario di federazione se la deve assumere in maniera più forte degli altri, dal 5 marzo stiamo dando a tutti i livelli l’impressione di un partito che parla solo di se stesso e che non si interessa dei problemi dei cittadini. Noi non recupereremo i voti in uscita, (nonostante i tanti studi e i tanti confronti avuti nei circoli) se continuiamo a occuparci solo di noi stessi, non li recuperiamo se non diciamo e dimostriamo, che il Partito Democratico in ogni sua latitudine è in campo per occuparsi delle questioni che toccano la carne viva delle persone, altrimenti poi saremmo condannati a lunghissime riunioni di analisi della sconfitta fino a quando noi continueremo a offrire uno spettacolo in cui da una parte c’è la proposta del Movimento 5 Stelle, con tutti i suoi limiti, le sua irrealizzabilità, la sua demagogia e populismo e Dall’altra abbiamo una proposta di cdx a trazione leghista, che ha una ricetta, una visione della società che non è la nostra ma che comunque arriva nelle case delle persone. In mezzo c’è il Partito Democratico che parla di sé stesso e non si occupa di lavoro, povertà, sicurezza, in un paese in cui 5milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, in un paese in cui centinaia di migliaia di uomini e donne hanno rinunciato a curarsi perché non arrivano alla fine del mese. O ci occupiamo di questi problemi, e ce ne facciamo carico, o anche da Bologna usciamo dal nostro dibattito, rilanciando una proposta di iniziativa politica capace di parlare ai ns territori, oppure non stupiamoci se il giorno delle elezioni, apriamo le urne, contiamo le schede e troviamo risultati non all’altezza delle nostre aspettative. Perché se dall’altra parta ci sono persone che comunque offrono una soluzione a un problema e in mezzo ci siamo noi che non sappiamo di cosa parlare perché chiusi nel ns dibattito interno, noi non riusciremo ad essere all’altezza del ns compito. Io vi propongo questo. Vi propongo un percorso comune, un percorso che raccolga le legittime e giuste osservazioni che sono emerse nel doc dei segretari di circolo che possa farne un momento e un motivo di confronto politico all’interno della ns federazione, per fare sentire tutti co-responsabili.

 Vi garantisco uno sforzo di presenza mia innanzitutto, del gruppo dirigente, di presenza politica e presenza fisica nei nostri territori, facendo tutto quello che serve per affermare la necessità che in quei 38 comuni, in cui candideremo uomini e donne che rappresenteranno il PD e il centro sinistra, si possa andare lì loro dicendo che abbiamo una proposta insieme per il futuro dei ns territori e del territorio metropolitano e che non siamo solo un gruppo dirigente che si parla al proprio interno, e che (viste le ultime ore così delicate e difficili per il nostro Paese stiamo vivendo la crisi istituzionale più grave e profonda nella storia della Repubblica Italiana) si mettono a discutere tra di loro solo dei propri problemi interni. 

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